PLATONOV

PLATONOV2018-09-26T17:59:11+00:00

Project Description

Info e Prezzi:

Teatro Civico di Moncalvo
Venerdì 23 novembre 2018 ore 21.00
Posto Unico Intero: da 13€ a 16€
Posto Unico Ridotto: da 11€ a 13€

Da Anton Cechov
uno spettacolo Il Mulino Di Amleto
regia di Marco Lorenzi
CO-PRODUZIONE ELSINOR CENTRO DI PRODUZIONE TEATRALE, FESTIVAL DELLE COLLINE TORINESI – TORINO CREAZIONE CONTEMPORANEA/TPE TEATRO PIEMONTE EUROPA

CON IL SOSTEGNO DI LA CORTE OSPITALE – PROGETTO RESIDENZIALE 2018
IN COLLABORAZIONE CON VIARTISTI PER LA RESIDENZA AL PARCO CULTURALE LE SERRE
È noto l’aneddoto in cui Cechov rimproverava Stanislavskij di mettere in scena i suoi testi come fossero essenzialmente “drammi”, costringendo lo spettatore all’impossibilità di ridere o sorridere. Avrà forse pensato a quel rimprovero Marco Lorenzi , regista della compagnia, nel mettere in scena in modo disincantato, riadattandolo con Lorenzo de Iacovo, tra commedia e tragedia sempre imminente, “Platonov”, scritto in quattro atti dal grande drammaturgo russo allora giovanissimo, tra il 1880 e il 1881.
Platonov, così in genere viene chiamato questo primo dramma di Cechov, è il fallimento dell’utopia del suo giovane autore che vuole raccontare la vita cogliendone a pieno i più profondi meccanismi. Questo suo sforzo s’infrange contro la vita stessa e l’impossibilità di coglierla nella sua interezza in un testo teatrale. Tale testo è generalmente considerato come “non rappresentabile”, o “impossibile da mettere in scena”…appunto, come la vita!
Quello che resta è un gigantesco affresco composto da brandelli di scene, dialoghi, personaggi che cercano un senso a quello che senso non può avere. Che cercano una forma a quello che forma non può avere. Che cercano un fine per quello che fine non ha.
Un grande e meraviglioso affresco incompiuto…a cominciare dal titolo!
Questo è Platonov. Un modo come un altro per dire che la felicità è altrove: un’opera non finita per esseri umani non finiti, incompleti, incerti, resi fragili dal loro “voler essere” che si scontra inevitabilmente con ciò che sono nella realtà. Come noi.
Spettacolo dedicato a Gabriele Accomazzo