CENTOCINQUANTA LA GALLINA CANTA



Sezione Descrizione

“E' prima di tutto un omaggio ad Achille Campanile, inventore di situazioni teatrali, imprevedibile autore di parole che diventano teatro. Campanile non ha un suo “mondo”, è uno spettatore libero,un uomo di passaggio guidato soltanto dagli umori della sua fantasia; i suoi personaggi hanno qualcosa della grazia e della libertà intellettuali del suo inventore e si muovono davanti a noi portati da un piccolo vento di follia. Campanile è un grande umorista e il suo è un umorismo d imontaggio e capovolgimento; ogni tanto cambia le carte in tavola e ci sorprende con una trovata geniale. Aiutati dalla preziosa collaborazione di un profondo conoscitore di Campanile come Filippo Crivelli , abbiamo creato uno zibaldone,un mosaico,un' antologia di pezzi teatrali di questo prolifico autore tra i quali l'esilarante “Acqua minerale”, il tragicomico “Visita di condoglianze”, l'ironico “Un gentiluomo”, il surreale la “O larga”, portati in scena con entusiasmo da bravi attori anche cantanti di canzoni originali scritte dallo stesso umorista , musicate da Gino Negri e arrangiate dal maestro astigiano Giorgio Trevisiol. Preparatevi ad un divertente viaggio e ricordatevi che quando ci si mette in viaggio con Campanile non si sa mai dove si finirà!”

Massimo Bagliani

 

Achille Campanile, uno dei maggiori umoristi del Novecento, nasce a Roma il 28 settembre 1899.

Giornalista, umorista, critico, sceneggiatore, scrittore paradossale, un autore teatrale, cominciò a scrivere giovanissimo per i giornali, prima al "Tribuna" e "Idea Nazionale" e poi, in pieno fascismo al "Travaso.

Il gusto per i giochi di parole ed il clima surreale amato da Achille Campanile caratterizzano le opere teatrali "Tragedie in due battute" e "L'amore fa fare questo e altro" che, rappresentate nel 1930, furono accolte con lodi appassionate e critiche feroci.

Achille Campanile si dedicò anche alla letteratura con i romanzi "Ma che cosa è quest'amore"(1927), "Se la luna mi porta fortuna" (1928), Agosto, moglie mia non ti conosco (1930), "Cantilena all'angolo della strada" vincitore del Premio Viareggio del 1933, "La moglie ingenua e il marito malato", "Il diario di Gino Cornabò" (1942), "Il povero Piero" (1959), "Manuale di conversazione" che vinse un altro Premio Viareggio nel 1973, "Gli asparagi e l'immortalità dell'anima" (1974) e altre ancora.

Le opere di Achille Campanile portarono, con il loro humour colto, dissacrante e un po' surreale, il sorriso a un raffinato pubblico, non solo teatrale, in uno dei periodi più difficile del nostro Paese: fra le due guerre e negli anni dopo la seconda Guerra Mondiale.

Le opere teatrali di Achille Campanile "Centocinquanta la gallina canta" (1924), "L'inventore del cavallo" (1925), "Visita di condoglianze" (1939), sempre rappresentate con successo presso il pubblico, solo dopo la sua morte hanno conquistato i critici, precedentemente poco inclini a prestare attenzione agli autori umoristici o comici e continuano ad essere rivisitate e rappresentate, tenendo ancora i cartelloni.

Achille Campanile è morto a Lariano il 4 gennaio 1977, lasciandoci come testamento, oltre alle sue numerose opere, il segno dell'immortalità del riso.

Ecco la nuova sfida dell'Associazione Arte e Tecnica che per la stagione 2008/2009 si concederà un periodo, pensiamo che questo periodo sarà molto lungo!!!, dedicato al teatro brillante e al sano e indistruttibile umorismo, quell'umorismo fatto di situazioni nunsense, di battute folgoranti e mai volgari, condito sempre da una spiazzante e intelligentissima ironia.

E per raggiungere il risultato che Achille Campanile merita ha chiamato a dirigerla il bravissimo attore cantante brillante Massimo Bagliani che con il suo spettacolo “Dove andremo a finire” verrà ospitato al Teatro Parioli di Roma nel mese di aprile 2009 con l'onore di avere la supervisione, anche elaboratore del copione, del Maestro del teatro leggero per eccellenza Filippo Crivelli, profondo conoscitore dell'opera di Campanile.

Buon divertimento!

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