XANAX


Mercoledì 26 novembre 2008
di Angelo Longoni
con Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey
regia di Angelo Longoni
LUX T

Quando la nuova drammaturgia viene sostenuta da bravi attori e dalle grandi capacità,da una regia lucida e curiosa e da una messa in scena raffinata, il prodotto finale è il senso preciso di un progetto intorno ad un testo. Nel caso di "Xanax" di Angelo Longoni il prodotto finale è uno spettacolo piacevole, intrigante, divertente e tragico come lo è la vita di tutti i giorni. Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey lo rendono ancora più bello ad intrigante. La loro umanità commuove e avvolge.

Lo spettacolo, presentato i prima nazionale nel 2001 al Festival di Todi, sta attraversando da 7 anni i teatri più importanti d'Italia raccogliendo grandi favori di pubblico e di critica. Un uomo e una donna in una situazione esasperata, claustrofobica, estrema. Due persone quasi sconosciute che sono costrette improvvisamente a condividere gli elementi più intimi del proprio corpo e della propria anima.

Un venerdì sera Laura e Daniele si attardano un pò più del solito in ufficio; ognuno di loro lavora ad un piano diverso di un grande edificio e verso le nove di sera le loro vita si incontrano in uno degli ascensori che li deve condurre verso l'esterno e verso un normalissimo fine settimana in famiglia. L'ascensore però si blocca. I due provano a premere il tasto di allarme, chiamano aiuto, ma ormai nessuno li può sentire almeno fino a lunedì mattina quando, poco dopo l'alba, gli inservienti della ditta delle pulizie che si occupa dell'interno dello stabile arriveranno per sistemare gli uffici.

Quarantotto ore possono diventare un'eternità quando si sta chiusi in quattro mettri quadrati, senza ricambio d'aria, senz'acqua, senza cibo, quando la paura è incontrallabile e ci si sente estranei, ma si è costretti a condividere l'intimità con un estraneo perfino per tutti i bisogni corporali. L'estrema difficoltà, l'isolamento, la paura, la perdita del controllo fanno agire i due protagonisti in un modo sconosciuto a loro stessi e che li spinge a rivelare di per sè più di quanto non abbiamo mai fatto in passato anche con le persone più care.