Venerdì 30 gennaio 2009
di Anton Cechov
con Zuzzurro e Gaspare
e con Eleonora D'Urso,
musiche originali di Arturo Annecchino
Regia di Massimo Chiesa
FOX&GOULD – CHERESTANÌ
…”Ho avuto la fortuna di poter vedere all'opera Giorgio Strehler, Peter Stein, Luca Ronconi, Otomar Krejca, Luigi Squarzina, Orazio Costa Giovangigli, Elio Petri, Nikita Michalkov, Benno Besson, Marco Sciaccaluga, Egisto Marcucci e... poi mi sono detto che forse qualcosa potevo “rubare” da questi maestri e mi sono deciso.
Due anni fa, ho avuto la fortuna e il privilegio di poter frequentare da vicino un mostro sacro della regia: Peter Stein. Purtroppo per un “colpo di sfortuna” la nostra liason si è interrotta dopo solo cinque giorni di prove. Stavo per produrre uno spettacolo con la sua regia, e durante le prove molte volte mi accorgevo che stavo pensando a delle indicazioni che qualche secondo dopo lui dava agli attori.
E allora pensando a quei cinque giorni di prove strepitose di Stein mi sono violentato e ho deciso di provarci.
Devo innanzitutto ringraziare Andrea Brambilla e Nino Formicola che mi hanno dato fiducia e poi Eleonora d'Urso la co-protagonista di questi “Scherzi”; non è facile per degli attori affermati e amati dal pubblico fidarsi di un regista debuttante e per di più ultra quarantenne.
E poi ringraziare di cuore Arturo Annecchino che con questo spettacolo rischia seriamente di rovinare per sempre la sua carriera, essendo da anni il compositore preferito di Peter Stein, di Deborah Warner, di Massimo Castri e di tanti altri.
Passare da Stein a me… che fine ingloriosa!
Ho affrontato questa mia prima regia con molta umiltà. Non ho mai pensato di dover inventare per forza qualcosa o di stravolgere la meravigliosa prosa di Cechov. Ho solo cercato di “rubare” quanto ho visto ed amato in tutti questi anni di teatro. Ho letto molto attentamente le note di regia di Vsevolod Mejerchol'd che mise in scena due dei quattro atti unici nel 1934 sotto il titolo di “33 svenimenti”. Ho cercato di prendere ispirazione da lui. Come lui ho usato la musica dal vivo e credo di averne fatto un uso diverso.
Ne “L'orso” la musica è un po' la voce del marito defunto della Popova, in “Tragico controvoglia” ho cercato di costruire una vera e propria partitura per pianoforte e il fiume di parole di Tolkacov e ne è venuto fuori un vero e proprio concerto, ne “Il tabacco fa male” la musica viene usata solo per creare un'atmosfera, entra nel momento in cui “finalmente” Njuchin crolla e davanti ai suoi spettatori confessa la sua grande infelicità di vivere, e poi ne “La domanda di matrimonio” la musica, come fece Mejerchol'd, sottolinea i tanti svenimenti inventati da Cechov. E poi ho cercato di usare le grandi doti comiche e drammatiche di Andrea Brambilla, Nino Formicola e Eleonora D'Urso e metterle a servizio di Cechov”.
Massimo Chiesa