SCARAMOUCHE


TEATRO LUX
Giovedì 11 marzo 2010
drammaturgia di  Luciano Nattino 
con gli attori/cantanti/danzatori:
Massimo Barbero, Patrizia Camatel, Fabio Fassio, Carlo Nigra, Chiara Magliano
regia di Luciano Nattino
musiche originali di Paolo Conte
CASA DEGLI ALFIERI - TEATRO DEGLI ACERBI - ASTI TEATRO 29

 

"Scaramouche” è uno spettacolo "storico" del Magopovero (oggi Casa degli Alfieri) creato nel 1983, con debutto ad Asti Teatro 5, che effettuò in quegli anni una lunga tournée nazionale ed internazionale.
”Scaramouche” porta ancora la firma di Luciano Nattino, regista e autore del testo (con il quale gli Acerbi perseguono da anni una fattiva collaborazione) ed esso vuole essere soprattutto un omaggio a Eugenio Guglielminetti (recentemente scomparso), che ideò la bellissima scenografia e i magnifici costumi, il primo lavoro di un fruttuoso sodalizio, e a Paolo Conte che di “Scaramouche” scrisse le musiche originali ed è tuttora disponibile ad una ulteriore collaborazione in merito.
La recente scomparsa di Eugenio Guglielminetti (che per il Teatro degli Acerbi ha rappresentato un fondamentale punto di riferimento artistico oltre che umano) ha portato alla decisione di realizzare questo progetto in sinergia con la Casa degli Alfieri, riprendendo sotto la supervisione della Fondazione Guglielminetti e di Giuseppe Orlandi i progetti delle scene e i costumi originali affidandoli alla realizzazione di Francesco Fassone, artista emergente, per anni collaboratore di Guglielminetti.
SCARAMOUCHE è un omaggio al teatro d’arte e a quello da cortile, al teatro cioè occasione per un incontro, per un incanto.
SCARAMOUCHEè un “bignami” del teatro del novecento in cui le scene recitate si intrecciano con la vita dei protagonisti, un “divertissement” continuo che vive anche delle improvvisazioni che, durante le prove, gli attori propongono.
SCARAMOUCHE (al secolo Tiberio Fiorilli) fu un grandissimo mimo dell’Arte, maestro di Molière, la cui compagnia ebbe fortuna alla corte di Luigi XIV.
Nel nostro caso Scaramouche è il capocomico di una troupe anni ‘40 del secolo scorso, con il sogno di una grande rivista da realizzare e da portare in tournée per i cortili d’Europa
Un artista costantemente alle prese con i problemi dei soldi, dell'amore, dell’arte comica e quella di arrangiarsi, così tanto « molièriano» da ricordarci Arpagone, Alceste, Sganarello.
Insieme a lui un gruppo di attori, cantanti e danzatori con i soliti conflitti interni, gli sconvolgimenti derivanti da nuovi arrivi, le delusioni e le speranze.