PENSIERI E PAROLE
(Una storia per Lucio Battisti)



Sezione Descrizione

“ Ti stai sbagliando chi hai visto non è, non è Francesca”. E' questo il nome della fidanzata del protagonista della nostra “battistiana” storia. L'ultima, come sempre la più importante, quella con cui hai pensato di passare il resto della tua vita. Si insinua il dubbio però. Chi è stato? Un amico solerte? Un'intuizione? Un mai riposto senso di gelosia? “Lei è sempre a casa che aspetta me”, lui crede. Non sarà così. Anche Francesca lo lascerà. In fondo è andata meglio che con Barbara che aveva cominciato a piangere la notte di Natale (“ E' solo un momento di stanchezza, sai l'ufficio, ho bisogno di staccare ”), salvo poi mollarlo durante il veglione di Capodanno dopo “una giornata uggiosa”. Nei giorni di “interregno”, dal 25 al 31 dicembre, lei si era tenuta occupata principalmente con due attività : piangere e dormire in salotto. Di sesso, neache a dirlo, non se ne era parlato. E non è che lui le avesse detto di “far l'amore nelle vigne, cade l'acqua ma non mi spegne, voglio te”. Lui ci aveva provato con un sesso da “festività”, ma lei si era eretta incorruttibile come San Luigi Gonzaga, la morte ma non il peccato. Era andata peggio con Emanuela, che dopo una cena a casa dei suoi, di lei, mamma Dora, ex ballerina del Sabato sera televisivo e Evaristo, ex promettente mezzala della Sanbenedettese, insomma una famiglia di “ex”, lei lo aveva lasciato scomparendo così, alla buona, sparizione senza spiegazione. E chissa perché, come sempre nella vita, da quel momento il nostro “lasciato” aveva sviluppato un irresistibile ed improvviso affetto per mamma Dora, che fino a pochi giorni prima aveva trovato indigeribile come la sua famosa “polenta con i fichi molli”.

Ma Francesca no, “non sarà un'avventura, non può essere soltanto una primavera, quest'amore non è una stella che al mattino se ne va”, si era detto, sicuro come l'oro. L'aveva incontrata “inseguendo una libellula in un prato, un giorno che avevo rotto col passato” una bella giornata di settembre, il “29 settembre. Poi d'improvviso lei sorrise e ancora prima di capire mi trovai sottobraccio a come se non ci fosse che lei”. E da allora “io lavoro e penso a te, torno a casa e penso a te, le telefono e intanto penso a te”. Non telefonava a un'altra, naturalmente, ma alla mamma, per metterla al corrente, per dirle che non potrà più cantarle “mamma, solo per te la mia canzone vola”. Per non parlare di “Anna”, “Linda,” “Luisa Rossi, che rischia di restare sola e lei lo sa”. Altro che dare retta a Gianni, “quel gran genio del mio amico” che con insistenza gli diceva: “Ami ancora Elisa”. Insomma Francesca se ne è andata e il nostro uomo, si interroga e lo fa sul serio. Troppe volte, troppi blues da piangere e dovere dire ancora una volta “faccio in fretta un altro inventario, smonto la baracca e via”. Come in un “classico” dei film d'amore, è nell'ennesima notte senza sonno che comincia tutto. Sta male al punto da indentificarsi completamente con la celebre canzone di Adamo:”Se il giorno posso non pensarti, la notte maledico te”. Non ne può più. E' dura da guardare in faccia la verità, forse perché la verità non è una, ma si sa, come dice un famoso poeta, che esistono “le tre verità”. La prima, quella che ha numerosissimi fans, è: “tutta colpa mia, sono io che sono sbagliato”. Poi c'è un'altra possibilità, la secona delle tre verità. “E' il mondo che è sbagliato”, che non mi merita per quanto io sono generoso, sensibile, con quel “lato” femminile che, apparentemente, piace tanto alle donne. “ Che bello amore, non ho mai trovato nessun uomo che sia venuto a vedere le vetrine dei negozi come fai tu. Anche per questo ti amo tanto”. “Bella stronza” (Grazie Masini, tu sì che te ne intendi di donne, a te non ti fregheranno mai ).Non ci capisce più niente.

La terza delle verità è quella in apparenza più accettabile, perchè ha in sè il senso dell'ineluttabile. “Tutta colpa del destino

Il nostro “lasciato” è solo. Forse da domani “chiamerò gli amici con curiosità e me ne andrò di qua”. Ma intanto tra risate e dolori si dipana la matassa dell'amore. Forse senza trovare una soluzione. Si ama perché non si può farne a meno, perché in due si sta meglio, perché l'amore è l'unica risorsa che abbiamo per far fronte alla vita. Per sfidarla la vita, e “per non essere soli, si inventano amori che la gente per bene, chiama particolari”. Questa è la storia che raccontiamo, il “teorema “ che vogliamo dimostrare. Che non è vero che da domani “prendi una donna trattala male, lascia che ti aspetti per ore, non farti vivo e quando la chiami fallo come fosse un favore”.

Ne sentirete tanta di musica, tante canzoni, ricordi, refrain, brani per intero. Con due strumenti: pianoforte e violino, come vuole la nuova tradizione della commedia musicale “da camera”. E in cima a tutti Lucio Battisti e quelle note eterne che fanno di lui uno dei migliori cantori moderni.

Sezione Cast

 

GIANLUCA FERRATO

 

La sua formazione artistica ha inizio nel 1980, anno in cui frequenta il Centro di Formazione Teatrale diretto da Massimo Scaglione; dal 1981 al 1983 è fra gli allievi prescelti dalla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Giorgio Strehler.

Diplomatosi, debutta proprio al Piccolo Teatro in Arlecchino servitore di due padroni, diretto da Giorgio Strehler, interpretando il ruolo di Silvio.

Ha preso parte a numerosi allestimenti classici, fra cui: Le Baccanti di Euripide; Rudens di T.M. Plauto; Il Biante ovvero la Laurinda di Alessandro Stadella; Romeo e Giulietta, Il mercante di Venezia, Macbeth di William Shakespeare; Turandot di Giacomo Puccini.

Tra i testi contemporanei che lo hanno visto protagonista vanno ricordati: Enrico IV, Pensaci, Giacomino! di Luigi Pirandello; La strana coppia di Neil Simon; La Califfa di Alberto Bevilacqua; Ultima stagione in serie A di Mauro Mandolini.

Gli spettacoli musicali, tra operetta e musical, sono diventati negli anni una cifra della sua carriera: Al cavallino bianco di H. Muller e R. Benatzky; La vedova allegra di F. Lehar; Parata di primavera di R. Stolz; nel musical propriamente detto: Kiss me, Kate! di C. Porter; Salomè da O. Wilde; Cabaret di F. Ebb e J. Kander.

Da solista ha portato in scena: Macchè gli U2?! Volevo essere Rita Pavone! di M. Ioannucci e G. Ferrato; Riflessioni di un primate in cattività di I. Mc Ewan; Dove il cielo va a finire. Una storia per Mia Martini di P. Paterlini; Quante vite avrei voluto. Una storia per Luigi Tenco di P. Paterlini.

E' stato diretto nel corso della sua carriera tra gli altri da: Giorgio Strehler, Giancarlo Cobelli, Saverio Marconi, Marco Mattolini, Gino Landi, Luigi Squarzina, Filippo Crivelli, Patrick Rossi Gastaldi, Alessandro Benvenuti, Furio Bordon.

E' stato tra i protagonisti della prima edizione di Macao, regia di Gianni Boncompagni (Rai 2) e Mi manda Lubrano (Rai 3). E' stato testimonial per il mercato televisivo inglese della catena Sainsbury's.

E' doppiatore di successi internazionali, quali Amleto di K. Branagh, Tutti dicono I love you, La dea dell'amore, Deconstructing Harry di Woody Allen, Ed Tv di Ron Howard, Underground, Gatto bianco gatto nero di Emir Kusturica, Fire di Deepa Metha.

Tra i suoi più recenti impegni: Cabaret di Fred Ebb e John Kander, regia di Saverio Marconi; Quante vite avrei voluto. Una storia per Luigi Tenco di Piergiorgio Paterlini, regia di Marco Mattolini; Dove il cielo va a finire. Una storia per Mia Martini di Piergiorgio Paterlini, regia di Bruno Montefusco.

Sezione Regia

Marco Mattolini

Oltre 50 lavori teatrali (la maggior parte dei quali di autore contemporaneo e/o novità assolute per l'Italia), quattro musical ( “Corto Maltese” di Pratt – Ongaro – Mattolini, musiche di Paolo Conte, “Il gatto che scoprì l'America” per il Teatro dell'Opera di Roma, “Parlami di me” di Costanzo e Vaime con Christian De Sica), “A un passo dal sogno” , due opere liriche ( “Il gioco dei mostri” per l'Accademia di Santa Cecilia di Roma e “ Haensel e Gretel” con l'Orchestra Sinfonica Siciliana), due film ( “Il mistero del Morca” 1984, “Per finta e per amore” 2002), oltre cento puntate di fiction televisiva come regista , circa 600 ore di televisione come autore o story editor (di fiction, varietà, documentaristica), l'ideazione e la cura di decine di eventi di spettacolo dal vivo, una decina di traduzioni e adattamenti per la scena, questo in sintesi il bilancio di quasi 30 anni di lavoro.

Fra gli spettacoli più significativi: “Il bacio della donna ragno” di Puig, “Nerone” di Terron, “Bent” di Shermann, “Come gocce su pietre roventi” di Fassbinder, “Il fu' Mattia Pascal” e “Uno, nessuno e centomila” da Pirandello (con Flavio Bucci), “Gli alibi del cuore” di Maraschi, “Sunshine” di Mastrosimone, “La strana coppia” di Simon, ”Hurlyburly” di Rabe, “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Albee, “Due di noi” di Frayn, “Mugugni” di Berkoff, “La Traviata di Lisbona” di McNally, “Polvere di stelle” di Micheli – Zapponi , “Caro bugiardo” di Shaw – Campbell, “Double act” di Clayton, “ Se questo è un uomo” di Levi, “Quante vite avrei voluto – una storia per Luigi Tenco” di Paterlini.

Sezione Materiale

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