IL MAGO DI OZ


TEATRO LUX
Giovedì 26 febbraio 2009

con Gabriele Baldi, Massimo Barbero , Lucio Bosco, Patrizia Camatel, Fabio Fassio,
Chiara Magliano, Stefano Stival, Paola Tomalino, Federica Tripodi
coerografie di Esther Ruggiero
direzione tecnica: Officina dello spettacolo
scene di Francesco Fassone
costumi di Elena Bovolenta  
chitarra solista Tiziano Villata 
creazioni musicali di Matteo Curallo
liberamente tratto dal romanzo di L. Frank Baum
drammaturgia e regia di  Luciano Nattino 
PRODUZIONE  TEATRO DEGLI ACERBI – PAESAGGI IN… 2008
CON IL CONTRIBUTO DI FONDAZIONE C.R.ASTI 
IN COLLABORAZIONE CON FONDAZIONE E.GUGLIELMINETTI – CENTRO DI STUDI TEATRALI E D’ARTE FIGURATIVA

  “Il Mago di Oz è ancora oggi il libro più popolare negli USA ed è una fiaba per tutte le età, ricca di inventiva e di buonumore. In essa Dorothy, bambina orfana del Kansas, viene trasportata da un ciclone in un mondo fantastico. Lì incontra dei personaggi molto speciali: uno Spaventapasseri senza cervello, un Boscaiolo di Latta senza cuore, un Leone codardo e, tutti insieme, vanno alla Città di Smeraldo per incontrare il Mago di Oz e risolvere, dopo molte peripezie e ostacoli, i problemi di ciascuno.
Risultano evidenti nella storia i valori legati all’amicizia e alla solidarietà tra persone deboli, in un mondo difficile dove violenza e soprusi hanno ancora e spesso il sopravvento.
Così, per la messa in scena della fiaba, abbiamo scelto anni non troppo distanti da noi (gli anni 60/70 del novecento), utilizzando gli intrecci e le assonanze tra il mondo fantastico di Oz e il mondo reale, dove i personaggi del mondo “oltre l’arcobaleno” vengono ad assomigliare, per molti tratti, alle persone del mondo di qua. Nella nostra rilettura Dorothy diventa l’adolescente in conflitto con una gang di suoi coetanei, bulli e molesti, e, nello stesso tempo, attraversata da un disagio interiore dovuto al passaggio fisiologico all’età adulta.
Il suo viaggio nel mondo di Oz diventa l’occasione per un percorso iniziatico di conoscenza dei valori e disvalori che la società propone: lo scontro tra essere ed apparire, tra convivenza e violenza, tra scelte e paure…” Teatro degli acerbi

Ecco dunque il Teatro degli Acerbi al lavoro su un testo che riporta il teatro alla sua principale funzione: quella di “divertire” (nel senso migliore del termine, cui si riferiva lo stesso Brecht) e non solo “intrattenere”, proponendo storie popolari dai valori forti e sempre godibili. Il tutto con le loro “armi migliori”: la comicità, la musica e il canto, l’intreccio e le azioni effervescenti, ecc. accompagnate dal piacere del “rischio” per la non facile prova.
Uno spettacolo pensato a misura di giovani e anziani, di single e famiglie”

Teatro degli acerbi