GLORIOSA



Mercoledì 25 febbraio 2009
di Peter Quilter
con Katia Ricciarelli, Fioretta Mari ,Gianni Garko
e Filippo Sandon, Barbara Begala, Rita Montes
regia di Enrico Maria Lamanna
PANART-SCENASTUDIO-SALA UMBERTO IN COLLABORAZIONE CON 42° FESTIVAL DI VEREZZI

Florence Foster Jenkins, cantante americana, debuttò come cantante nel 1912 (“lo stesso anno in cui affondò il Titanic”) e quando la incontriamo nel testo di Peter Quilter, nel 1944, è un'autentica diva. I suoi fans, che includono anche Cole Porter, stravedono per lei come i ragazzini per Frank Sinatra. Peccato che lei non abbia orecchio e che sia la peggiore cantante al mondo. Nella commedia di Quilter ciò che inizia come un scherzo diventa una lezione su come realizzare i propri sogni. Come ignorare o sfruttare al meglio i propri difetti, rendere positivo ogni evento negativo e credere in se stessi.

Florence è magnifica e innocente nella irremovibile convinzione del suo talento. La voce da soprano che ha in mente è bellissima e celestiale e non dubita mai (neanche per un attimo) che la musica che esce dalla sua bocca non sia esattamente quella. Sicuramente è celestiale la musica che lei ha dentro di sé ed è quello il dono per il suo pubblico. La sua sincerità, la sua bontà di spirito trasformano lo scherno in quegli applausi di apprezzamento che lei sente intorno a sé. In un raro momento di autocritica dichiara che “la gente potrà dire che non so cantare, ma nessuno dirà mai che non ho cantato”.

Una sola volta Florence riesce a essere intonata, quando, dopo uno choc fortissimo per un incidente in taxi, come per magia, gola e polmoni producono note intellegibili e cristalline. Una commedia che gioca con un personaggio reale e con i suoi compagni di “sventura” con grazia, leggerezza riuscendo a toccare però attimi di autentica commozione nell'assistere all'incrollabile fiducia di Florence nella bellezza della musica. A prescindere dal risultato. Nella realtà in centinaia assistettero ai suoi concerti a New York e i fischi e le prese in giro erano ampiamente sovrastati dalle risate e da calorosi applausi. Un mese prima della sua morte, la soprano registrò trionfalmente il tutto esaurito alla Carnegie Hall e i suoi dischi sono pezzi di grande valore tra i collezionisti.

La commedia ha debuttato nel 2005 al Birmingham Repertory Theatre in Gran Bretagna e da allora non ha più smesso di essere rappresentata in giro per il mondo. A Londra, sempre nel 2005 è rimasta in cartellone al Duchess Theatre per 6 mesi, ottenendo la nomina come “Miglior Commedia Inedita” sia ai Theatregoers Awards sia al Laurence Olivier Award.