Venerdì 17 aprile 2009
Sabato 18 aprile 2009 (fuori abbonamento)
di Pellegrino Delfino
con Ferrero Stefano, Li Santi Mario, Menini Federica, Nicastro Evelin, Nosenzo Silvana.
Direzione tecnica: Alessandro Gallo e Nino Perna.
Regia di Pellegrino Delfino.
AGAR
E' risaputo che il dolore (come il piacere) è sentimento soggetto alla cosiddetta legge dei profitti man mano minori, giacché reiterato, esibisce un clemente, se non “sfacciato” disavanzo di pathos. A causa dello sciopero dei necrofori, il defunto architetto Loris giace in casa da molti giorni sicché, col tempo, viene percepito come suppellettile, al pari dell'arredamento, benché un po' ingombrante. Avverto che non c'è spazio nel mio testo umoristico per quel - talvolta- noioso cicalare di allusività filosofiche, teologiche e psicologiche e snaricchiare sul drammone della morte. (La maestosa meta è quella, chi non lo sa. “…invero la nostra scaltrezza si studia di scoprire anche nella morte qualche passaggio segreto”, così Savinio in Casa “La vita”).
La materia di cui è forgiato lo spettacolo risente delle “tenebre” (è voluta sfumatura mortuaria!) che avvolgono le inaudite quanto burlesche ragioni rivendicative addotte dagli scioperanti alla comprensibili pressioni dei parenti sull'attesa sepoltura del caro estinto. Lo sbigottimento sta nell'esibita incongruenza con la quale i necrofori persistono cocciutamente nel loro sciopero, nonostante non sia deceduto più nessuno, dal decesso dell'architetto Loris! Che pensare?, si domandano ingrulliti i parenti. Necessità incalza. Se ne vuol sapere il motivo. Solo nel secondo atto, pieno di insospettabili pateracchi e colpi di scena, l'enigma dell'impennata dei necrofori si snoda. Ovvio che non mi è concesso anticipare al riguardo alcunché, per non sottrarre allo spettatore il sugo necessario per condirsi l'imprevedibile finale.
Pellegrino Delfino