Giovedì 23 aprile 2009
di Tito Maccio Plauto
con Marina Thovez e Mario Zucca
adattamento e regia di Marina Thovez
LUDUS IN FABULA
Casina è una trovatella che è stata adottata dalla ricca coppia di Lisidamo e Cleustrata. I due hanno già un figlio che si innamora proprio di Casina. La fanciulla è talmente bella che anche il vecchio patrigno, Lisidamo, perde la testa al punto di volerla concupire. Cleustrata, capita l'antifona, parteggia per il figlio, ma non essendo possibile un matrimonio tra un uomo libero e una schiava, propone di darla in moglie al giovane scudiero Calino, col patto che lui ne lasci godere anche il padroncino. Lisidamo a sua volta, per non svelare la sua vera intenzione di avere Casina, propone di darla in sposa al vecchio fattore Olimpione, complice delle sue bramosie. Dopo vari litigi tra marito e moglie e tra i due servitori, si decide di affidare al fato la scelta, tramite un sorteggio! Vince Olimpione. E mentre Lisidamo si prepara alla sua notte d'amore, le donne di casa architettano una grande beffa che manderà in bianco i due vegliardi.
NOTE
Con un gioco di parole si potrebbe definire l'opera di Plauto “Versi di-vini, versi da bere”. Cioè un rigo poetico perfetto come una divinità, ma anche conviviale come un vino, un verso che come un grande vino scivola senza che ne accorgiamo, regalando sostanza e allegria. Sta di fatto che Plauto è tra i più grandi commediografi mai esistiti. Che rovello, allora, metterlo in scena! Come lo rappresentiamo, noi, Plauto? Nella maniera classica o trasformandolo completamente, modernizzandolo e magari stravolgendolo? Dai mille dubbi la scelta ha preso forma. Questa Casina conserva tutta la classicità della parola plautina, rimanendo filologicamente fedele al testo. Un testo che è un intreccio fortissimo, ripreso da un originale greco di tale successo e rappresentato per generazioni attraverso diversi secoli e diverse culture da potersi considerare ormai a “prova di pubblico”. Casina è tra le più riuscite commedie di Plauto, perché i personaggi sono ritratti con tali sfaccettature che si affrancano dall'intreccio e aggiungono al perfetto meccanismo comico una piacevolezza fatta di sentimenti, di delicata psicologia.
L'attrazione di un uomo per una donna più giovane, il desiderio di libertà di un servo, l'impegno che richiede una famiglia sono temi in cui ancora oggi ci riconosciamo. Certo nella nostra società la schiavitù non esiste più, ma alcuni rapporti di lavoro, dal livello più disgraziato di una prostituta in mano alla malavita a quello più progredito di un manager in carriera, ancora le assomigliano tanto… Insomma, non c'è nulla di più nuovo del classico! In una cosa, però, questo spettacolo si allontana dal classico, ed è la distribuzione dei personaggi. Qui, infatti, la coppia d'attori apprezzata per le capacità comiche e per l'originalità delle proposte, interpreta tutti i ruoli. E' un fregolismo senza fiato, è il teatro nel teatro, è uno scambio di persona all'ennesima potenza, è un gioco che a Plauto – che ha fatto dell'arte di far apparire un personaggio quando meno te lo aspetti uno dei punti chiave della sua vis comica – sarebbe piaciuto molto.
Sicuramente una "Casina" così non si é mai vista